Classic Blue: qual è il colore del 2020 e chi lo decide

Chi è Pantone? Perchè stabilisce, in mezzo a così tanto clamore mediatico, il colore dell’anno? Come lo stabilisce? Ed è proprio vero che influenza poi le vite di tutti noi che finiamo con l’indossare capi in nuance e ad arredare persino la nostra casa in tinta?

Classic Blue, che nella classificazione PANTONE ha il codice 19-4052
Ecco il Classic Blue, che nella classificazione PANTONE ha il codice 19-4052

Ci siamo: come ogni dicembre, ormai dal 2000, Pantone proclama il colore dell’anno. Solo qualche giorno fa, mentre facevo il mio classico giretto di micro rassegna stampa del giorno, affondando l’ennesimo biscotto nel caffè, sono approdata sul profilo Instagram dell’istituzione del mondo dei colori. E qui la rivelazione.

Il colore del 2020 è il Classic Blue, classificato da PANTONE con il codice 19-4052.

Vi suggerisco di guardare il video, con il volume al massimo: la visione della sfumatura di blu decretata colore dell’anno, accompagnata dalla colonna sonora vi regalerà una esperienza immersiva in questa gradazione di blu. “Vivid Nostalgia” si chiama il brano, firmato da LANDR e Audio UX, in collaborazione con Pantone. Ora, se siete arrivati fin qui è perchè sicuramente mi volete bene, ma altrettanto sicuramente perchè o siete “del settore” per cui sapete esattamente di cosa sto parlando oppure siete curiosi e sperate di capire davvero di cosa si tratta. Perchè non vi basta veder scorrere sul vostro feed di Instagram post dedicati al tema e volete saperne di più.

Per cui ci provo. E’ ciò che mi sono ripromessa di fare quando al momento dell’annuncio sono stata presa dalla frenesia di scriverne e poi mi sono detta: stop. Ormai non abbiamo alcuna corsa contro il tempo per puntare alla Serp. Ora ne possiamo parlare con calma. Qui proviamo ad approfondire, non a raccogliere click come se non ci fosse un domani. 

Per cui mi sono presa qualche giorno di tempo per rifletterci. E ho capito da dove partire: dal provare a spiegare chi è Pantone e cosa fa. Ecco, Pantone nasce negli anni ’60 come codice identificativo dei colori, con l’intento di numerare i colori appunto, e renderli universalmente riconoscibili. Un metodo dunque, creato per garantire la corretta comunicazione e riproduzione delle innumerevoli sfumature di colori utilizzate quotidianamente da cittadini e soprattutto dai brand. Una cosa assolutamente tecnica. Decisamente pratica.

https://www.instagram.com/p/B5x1zRIhj3g/

E invece negli anni si è trasformato in un sistema, uno standard ufficiale, fino a divenire un’Istituzione. Per poi registrarsi come brand vero e proprio. Con tanto di monomarca (a Milano il primo al mondo in Corso Magenta, 5).

“Quando l’80% dell’esperienza umana viene filtrata attraverso gli occhi,
comprendiamo che la scelta del colore è fondamentale”

L’altra domanda è: ok, Pantone decide qual è il colore dell’anno, ma come lo fa? Alla base della decisione c’è uno studio legato non esclusivamente alla moda e al design, ma anche ai viaggi, all’arte, al cibo, alla tecnologia, il cinema, lo sport, l’economia, la situazione socio-culturale fino ad anche la psicologia. E quello che sembrerà difficile da capire, in realtà, proprio quest’anno e soprattutto grazie al colore scelto, il Classic Blue, è davvero evidente.

Il colore dell’anno infatti è un colore prima di tutto RASSICURANTE. I blu è il colore delle occasioni formali (la giacca) ma al tempo stesso informali (il jeans!). E’ il colore della tradizione (mi fa pensare alle porcellane belle della nonna!) ma anche dell’innovazione (la luce blu che i dispositivi elettronici proiettano su di noi). E’ un colore sobrio, elegante, eterno.

«Stiamo vivendo in un tempo che richiede fiducia e fede» sostiene Leatrice Eiseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute. «È questo tipo di costanza e fiducia che viene espresso da Pantone 19-4052 Classic Blue, una tonalità di blu solida su cui possiamo sempre fare affidamento».

Non è davvero così? In un momento storico in cui paura e diffidenza la fanno da padrone, la velocità provoca stress, la sovraesposizione provoca una competizione emotiva continua, anche con noi stessi, non abbiamo forse bisogno di qualcosa di stabile, tranquillo, non necessariamente provocatorio e dirompente?

Ecco, si, almeno io penso di si. Basta colori forti, aggressivi, difficili da gestire. Lasciamoci persuadere da toni pacati e da tinte soft. Come questo blu che rivedrete presto su abiti, accessori, in hotel, al ristorante. Fateci caso. Sembra una cosa scontata, ma non lo è affatto. Si è marketing. E’ esattamente quello. Ma diventa presenza costante nelle nostre vite. Per cui, per potersi difendere, nel caso, meglio sapere da cosa. Pantone ci dice qual è il colore del 2020. Noi proviamo quantomeno a capire se ci piace. Se lo vogliamo addosso o nelle nostre case. E se ne condividiamo il messaggio di cui si fa portatore.

In chiusura, vi invito a guardare questa incredibile infografica realizzata da Pantone in occasione del 50° anniversario dell’azienda, che ripercorre la storia dei colori, spiega come avviene la selezione e analizza le tendenze dei social.

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