Regali di Natale: cosa, quando e soprattutto perché

Jingle bells Jingle bells…

Ci risiamo è Natale ma no non sono un Grinch anzi amo il Natale in tutte le sue manifestazioni. Le lucine, gli addobbi, gli alberi e i presepi, l’aria fredda, le pubblicità dei giocattoli, le abbuffate, la famiglia, la tombola, l’arrivo dell’atmosfera già dalla metà di ottobre.

Certo Natale porta con sé anche una piccola dose di stress, per tutti noi meridionali che torniamo a casa compressi in bus (che costano meno) presi all’ultimo minuto perché “no quest’anno nn mi interessa salgono i miei“, viaggiando il 23 sera perché prendere le ferie prima non si può ma non arrivare in tempo per il cenone neppure.

Senza dimenticare lo stress degli arrivi, dei saluti a tutti i parenti che durante l’anno ti dimentichi, la stanchezza, il dolore di sapere che tutto durerà ancora una volta solo pochi giorni e che poi tutto finirà per tornare alla solita tristemente amabile normalità .

Ma su tutto e tutti il Natale porta con sé il grande stress dei regali. Non li avete ancora comprati eh? Niente paura neppure io e no, non vi darò consigli. Personalmente mi piacerebbe, e ogni anno giuro a me stessa che lo farò, regalare a tutti i componenti della mia famiglia, ai miei amici, al mio “moroso” (che razza di termine è? Boh) qualcosa di veramente unico, pensato, scelto. 

Ma poi ogni anno mi ritrovo in giro fra i mercatini che hanno sempre le solite cose cercando ispirazioni varie e tenendo a mente i regali fatti negli ultimi 36 anni per evitare di bissare. Eccezione fatta per i bambini per loro spendo sempre di più in termini di pensieri e non solo, ma la loro gioia mi ripaga di tutto.

Via alla sagra della banalità , collanine, maglioncini dalla dubbia fattura, sciarpe e cazzate varie – perché di questo parliamo – destinate a prendere polvere in qualche angolo remoto di un cassetto dimenticato.

Potrei certo consigliarvi di regalare la Holiday Collection di Dior che rimane sempre e per sempre un regalo TOP, o la Les Ornements De Chanel, idem come sopra.

Ma voglio anche raccontarvi una cosa. Lo scorso anno ho regalato a mio padre una foto incornicata di noi due in un momento importante della nostra vita e del nostro rapporto.

La nostra camminata verso l’altare, il mio. 30 luglio 2017. Costo 10 euro (giusto la cornice). Ebbene ho visto le lacrime nei suoi occhi e ho pensato che sì era un bel regalo perché era il mio pensiero per lui.

Il mio unico consiglio per quest’anno è “regalate un pensiero” nel senso stretto del termine. Abbonamenti per il teatro o per il cinema, mostre, album fotografici, libri che ci sono particolarmente cari, piccoli viaggi magari al Nord a trovare noi altri, concerti.

Cose da condividere.

Regalate del tempo. Il tempo è il bene più prezioso e paradossalmente raro che possediamo o crediamo di possedere.

Uscire dall’egoismo della vita quotidiana e pensare di trascorrerlo con chi amiamo in un’esperienza profonda renderà felici chi il regalo lo riceve ma soprattutto renderà felici noi.

Boh forse anche tutto questo è banale, ma essere banali non è per forza e non è sempre un male!

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