Rossetto rosso: piccolo manifesto di personalità

E’ incredibile quello che mi si è palesato davanti agli occhi, quasi come una epifania, una rivelazione: il rossetto rosso e il rapporto che abbiamo con lui (amore/odio, occasione/tutti i giorni, lo odio su di me/lo amo sulle altre) dice tantissimo di noi. Come se fosse (metaforicamente parlando) a metà fra il profilo Instagram, in cui proiettiamo un’ideale di noi stessi e quello che siamo davvero. E che pochissime persone conoscono fino in fondo.

Fonte Foto Pinterest.it

Quando ho iniziato a pensare di scrivere un articolo sul rossetto rosso avevo ben chiaro in mente cosa non volevo che fosse. Non volevo buttare giù il solito elencone di frasi celebri e citazioni, di elenchi di tonalità e consigli sugli abbinamenti e le occasioni d’uso. L’ho fatto e rifatto decine di volte per lavoro, sempre con piacere per carità, ma dovendo seguire un schema ben preciso dettato dalle regole dei motori di ricerca. O di un investitore, ca va san dire.

E quindi ho pensato che invece che partire dal prodotto, sarei dovuta partire per una volta da chi davvero lo usa, e raccontare loro piuttosto. O meglio, la loro relazione con questo classico del make up, il punto esclamativo della femminilità, l’ipnotico faro che attira lo sguardo di uomini e donne come poche altre cose.

Quindi questo articolo sarà il tentativo di spiegare una tesi che sostengo da molto e di cui adesso ne ho assoluta certezza, sia perchè è valida su di me, sia perchè in molte me ne avete dato conferma. Correlato anche di immagini e note su prodotti che ho provato o che desidero provare di qui a breve e che in molte mi avete citato.

Ho iniziato questo pezzo ponendo 3 semplici domande (alla Mike Bongiorno insomma) alle mie amiche, a voce o tramite i social.

Una diapositiva della stories con le 3 domande – tratte da “La ghigliottina

Quello che è emerso, per me ha dell’incredibile. Sono fermamente convinta che il make up sia un filtro Istagram analogico che da sempre rappresenta per la donna una possibilità. Uno strumento per comunicare una personalità, un’idea di femminilità, uno stato d’animo, una provocazione, ma anche una sorta di copertina di Linus da tirare fuori all’occorrenza.

Il rossetto rosso è il punto esclamativo della femminilità, l’ipnotico faro che attira lo sguardo di uomini e donne come poche altre cose

Quello che ho raccolto sono dei mini manifesti di femminilità di cui ognuna di noi è artefice, in un incastro perfetto fra qualcosa di intimo e qualcosa di socialmente riconosciuto. Di arma di attacco e di difesa al tempo stesso. E soprattutto, il rossetto rosso non ha mai lo stesso valore nel corso della vita di una donna.

Ho avuto modo di provare il nuovo Chanel Allure Ink Fusion: liquido ma dall’effetto super mat. Rimane praticamente perfetto per 8 ore. Pranzo compreso. E poi c’è sempre il piacere di avere in borsa un piccolo gioiellino del packaging. Un brand entrato nel vocabolario della femminilità.

Io in primis ho un rapporto con il rossetto rosso molto particolare. Un’altalenante relazione sentimentale che dura ormai da quasi 20 anni. Direi la più lunga storia d’amore della mia vita. E’ stato quasi un tabù fino almeno ai 25/26 anni. Lo compravo, lo mettevo e subito dopo lo toglievo. Non riuscivo a riconoscermi in quell’immagine così forte di me, quelle labbra così messe al centro dell’attenzione. Non mi faceva sentire a mio agio.

Il rossetto tosso è uno strumento per rappresentare una personalità, un’idea di femminilità.

Verso i 30 invece ne ho scoperto il fascino. Il brivido e quel senso di sicurezza che ti da il rossetto rosso quando lo metti. Sensazione che può anche intimorire, inibire. Non solo gli altri, ma soprattutto te stessa.

https://www.instagram.com/p/B187lp0jxSx/?utm_source=ig_web_copy_link
ROUGE DIOR ULTRA CARE LIQUID 999 Bloom. Non l’ho provato, ma se rende esattamente come sulle labbra della modella mi sembra notevole.

Sono seguiti anni di amore assoluto. Mettevo il rossetto alle 8 di mattina e lo toglievo la sera alle 22. Lo indossavo in ufficio come all’evento di lavoro a Parigi. Lo sceglievo nei giorni in cui ero triste e insicura e in quelli in cui mi sentivo una bomba e volevo che lo sapessero tutti. Ora sono i giorni di una nuova timidezza, dove il rossetto rosso è diventato di nuovo un elemento forte, da usare con cautela. Sapientemente. Solo con estrema consapevolezza.

E quanto mi avete raccontato voi è un mix incredibile di queste sensazioni, cose in cui ho riconosciuto in modo palese un elemento della vostra personalità, un modo di intendere, in generale, la femminilità. Di donne adulte – essì non frequento tantissimi millennials ormai – che con il rossetto rosso ci hanno avuto a che fare e di cui hanno un’idea ben precisa. Lo hanno fatto giornaliste di moda e social media manager, pr e avvocati, insomma donne diversissime fra loro.

Un grandissimo classico, un vero best seller, che mi avete citato in tantissime. Ma che io non ho mai provato. Devo rimediare.

Questi i profili emersi.

(SE LEGGENDOLI VI RICONOSCETE, BE’ VUOL DIRE CHE LA MIA TESI SUL ROSSETTO ROSSO, FORSE, E’ VERA)

La timida

Possiede un rossetto rosso e una tantum lo usa. Ma sempre con qualche titubanza perchè subisce troppo la sensazione di accendersi un faro in faccia. Perchè è così che fa sentire il rossetto rosso. Per cui lo tiene per le occasioni più importanti, per non rischiare di sentirsi “fuori luogo”.

La smart

E’ quella donna che ha un rapporto molto pratico con il rossetto rosso. Ne percepisce il fascino intrinseco, senza però subirlo passivamente. Lo ha introdotto nel proprio beauty case solo di recente, solo nel momento in cui si è sentita pronta. E lo usa come arma a lavoro, per trasmettere sicurezza, e come strumento per mostrare attenzione ai dettagli, quando indossa jeans e t-shirt.

L’ammiratrice

Letteralmente. Quella che adora vederlo sulle altre ma su di sè assolutamente no. E se proprio deve azzardare sceglie un rosso scuro, il più scuro possibile. Che meglio sembrare quasi Morticia Addams che Marilyn Monroe. Che proprio non sono quel tipo di donna. Non hanno tempo di esserlo, e neanche di volerlo essere.

LE PHYTO ROUGE RIO 42 di SISLEY PARIS. Provato anche questo. Lussuoso. Nel packaging (dorato e con astuccio in velluto rosso…da perderci la testa) e nella consistenza.

L’ottimista

E’ colei che mette il rossetto rosso quando non si sente al 100% fisicamente, magari è stanca e impegnatissima, ma si sente felice. Che usa il rossetto rosso come una bandierina da sventolare a fine giornata dopo aver letto l’ultima mail o chiuso l’ultimo contratto. Spento il pc acceso l’umore, si va di spritz e patatine.

Quella che sta “schiscia”

E’ la donna che pensa “ok il rossetto rosso si, ma senza esagerare”. Ok nelle occasioni, ok per qualche mattinata particolarmente felice, ma abbinato al massimo ad un rimmel. Lo usano per darsi un tono ma quando non ne hanno voglia lo lasciano li in borsa per mesi senza mai indossarlo. Sono distaccate rispetto al potere di questo prodotto di make up, ma ne hanno studiato il libretto di istruzioni, per cui lo utilizzano sapientemente.

VisionAiry Gel Lipstick 22 Ginza Red di Shiseido. Provato. Per essere un opaco super pastoso e resistente è decisamente vellutato. La sensazione quando lo passi sulle labbra è incredibilmente piacevole.

La realista

E’ la donna che ha un rapporto molto pratico con il rossetto rosso. Ne conosce i pregi e i difetti, teme e odia la possibile sbavatura sui denti, usa solo prodotti di qualità. Taac,

L’appassionata

E’ una vera appassionata, di quelle che acquistano rossetti che costano anche 40 euro per il piacere di provare un particolare colore di quel determinato brand. Non lo fa per mestiere, ma solo perchè le piace. Usa il rosso con facilità, e in combinazione anche ad altri prodotti come il blush, per un romantico effetto “Biancaneve”.

I’m Pupa Matt Lip Fluid – Testato. Un rosso davvero WOW e una tenuta notevole. Considerando il costo voto 10.

La conquistatrice

E’ l’Amazzone del make up. Lo adora e lo usa con sapienza. Sa sporcarsi le dita con colori e brillantini e conosce benissimo le potenzialità comunicative di due labbra rosso fuoco. Con il suo rossetto rosso preferito sulle labbra potrebbe conquistare Da Porta Romana a Isola, un quartiere di Milano dopo l’altro.

La consapevole

Quella che ha maturato una tale consapevolezza di se e che conosce il “galateo” del make up oltre che le regole sociali del buon “costume”. Che sa che il rosso lo devi avere nel tuo beauty, anzi, lo devi avere in borsa perchè non si sa mai, può essere sempre il momento giusto per mettersene un pò.

VELVET MATTE LIP PENCIL di NARS. Provato. Non appesantisce le labbra, ma le copre con piglio deciso. Richiede un mini ritocco post pranzo, ma è super luminoso.

Le mie conclusioni

Quello che emerge da questo tentativo di creare dei prototipi di donne in base al loro rapporto con il rossetto rosso è un pò uno scherzo e un pò una teoria sociale. Non che io voglia autodefinire i pensieri di una diversamente trentenne come verità assolute. Però a me sembra evidente la relazione strettissima fra personalità, senso estetico, vincoli culturali e sentimenti e il rossetto rosso. L’uso che ne facciamo, le occasioni in cui lo indossiamo, le emozioni controverse che può provocare. Insomma un mini manifesto della femminilità. Rinchiuso in pochi centimetri pigmentati.

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