Essere figli a distanza

Considerazione sparse di chi, il nido, lo ha lasciato irresponsabilmente troppo presto presa dalla foga di costruirsi la vita, senza sapere che, lontana da tutto forse la sua vita sarò sempre piena solo a metà.

“Ciao Mamma ciao” sono le parole di una vecchia canzone di Luca Barbarossa che avevo rimosso e sono state riportate alla mia mente durante il fenomeno pre – Coronavirus, Sanremo 2020.

Com’è strana la percezione delle cose. Alcune che conosci e ricordi con attenzione ti sembrano col passare del tempo delle grandi cavolate altre, che conosci e dimentichi, all’improvviso tornano a bruciarti dentro e si impossessano della tua mente. Parole semplici quasi banali con un significato penetrante come le lame di un coltello mentre affetti il pane distrattamente perché intanto stai guardando “Un posto al Sole”. 

I versi di questa canzone mi riportano a una foto mia e di mia madre scattata poche settimane fa sul lungomare di Bari quando, in preda all’ansia da polveri sottili e responsabilità schiaccianti sono fuggita per 24 ore a Bari.  Una passeggiata al mare che ora ha un sapore dolcissimo e temporaneo, e l’immortalità di un Instagram Stories. 

Essere figli a distanza non è semplice, e soprattutto non è bello. Esistono momenti nella vita che sono come pugnalate, in cui ti rendi conto che qualche errore almeno di valutazione, lo hai commesso e hai bisogno di qualcuno che ti rincuori anche alla soglia dei 40 anni. Eppure quante volte nel nostro rapporto telefonico quotidiano mi arrabbio e la rimprovero di qualsiasi cosa, ma poi, solo passeggiare con lei in riva al mare anche senza parlare di niente mi fa sentire bene. Mi fa sentire figlia, protetta amata, parte di qualcosa e non sola. 

Credo che l’invecchiamento sia scandito da questo: dal momento stesso in cui ti rendi conto che anche se sei tu a prenderti cura dei tuoi genitori non smetterai mai di essere figlia. Di aver bisogno di essere figlia.  Quando all’improvviso ti rendi conto di quanto tutto quello che ti è sempre sembrato un’ingiustizia, fosse (ora come allora) la più grande forma d’amore di cui sei stata protagonista.

Di quanto amore e perseveranza e pazienza e forza ci siano voluti per farci diventare quello che siamo ora e per accoglierci sempre in abbracci protettivi anche quando sarebbero loro ad aver bisogno di protezione. Lasciarsi è sempre un dolore.

Un’unica attenuante in tutto questo: sapere che ritrovarsi è e sarà sempre un’immensa gioia.

Ciao Mamma ciao. 

Un commento su “Essere figli a distanza”

  1. Anche quando sei ormai una mamma anche tu, anzi forse soprattutto allora, hai proprio bisogno ogni tanto di essere figlia, di sentirti avvolta in quell’abbraccio protettivo che a tua volta restituisci ai tuoi figli..

I commenti sono chiusi.