4 chiacchiere con Elena Rovedoni, PR Coordinator Parfums Christian Dior

Elena è una persona speciale, una donna vera che da anni fa questo lavoro. Ha vissuto nella sua quotidianità i grandi cambiamenti del mondo della comunicazione e grazie al suo entusiasmo ha sempre portato avanti la sua missione: coltivare relazioni. Scopriamo insieme qualcosa in più su la PR Coordinator Parfums di Christian Dior.

Elena Rovedoni fotografata durante un evento Dior

Ci siamo, parte la rubrica «4 chiacchiere con» e non potevo iniziare meglio. Ho incontrato e avuto l’occasione di scambiare 4 chiacchiere con Elena Rovedoni, PR Coordinator Parfums Christian Dior. Insomma, si inizia con il botto!

Ho avuto modo di conoscere Elena per lavoro, di apprezzare la sua professionalità e di scoprire una donna energica, piena di voglia di fare e con una simpatia innata. Abbiamo avuto molte occasioni di parlarci, durante gli eventi, tramite mail, ma anche davanti ad un caffè, guardandoci negli occhi (i suoi hanno un incredibile taglio « orientale » e una sfumatura smeraldo da scioglierti il cuore !) e scoprendo tante cose in comune, nella vita vera. Una scoperta piacevole, che ho voglia di condividere con voi, e che Elena ha accettato subito con piacere. Una cosa che mi rende felice. Davvero.

Ma arriviamo al dunque, alle domande : poche, semplici, dirette. E alle risposte di Elena. Sincere e senza filtri. Vere. Esattamente come lei.

Ed è esattamente questo che mi immaginavo per questa rubrica: una chiacchierata spensierata sulla vita, sul lavoro e sui sogni.

Da quanto tempo lavori per Dior?

Da sempre …. Si sono ben 29 anni!

Com’è nato questo lavoro, qual è stato il percorso che ti ha portata in Dior?

Un caso … un’inserzione sul Corriere della sera.

Hai sempre voluto fare questo lavoro?

No…volevo fare spot pubblicitari per questo ho studiato Grafica pubblicitaria.

La parte più bella del tuo lavoro?

Il contatto con le persone.

C’è anche una parte più ripetitiva e noiosa?

Si come in tutti i lavori, i budget, i format.

Ora siamo connesse sempre. Facebook e Instagram hanno dato vita a nuovi scenari. La cerchia di persone che conosciamo e con cui ci interfacciamo si è allargata.

La tua giornata tipo?

Non c’è una giornata tipo dipende cosa succede. Se abbiamo una presentazione, se dobbiamo fare uno shooting…se dobbiamo pianificare gli invii etc…

La prima cosa che fai appena arrivata in ufficio?

Guardo i giornali, Instagram, e i siti web. ndr. L’ordine non è casuale!

L’ultima?

La lista delle cose da fare il giorno dopo!

Un episodio divertente che ti è capitato?

Il primo che mi viene in mente… perchè è appesa sulla mia bacheca… Non capiscono mai il mio cognome e una volta mi arrivò un pacco con scritto Bidoni Elena!

Una situazione di emergenza da gestire?

Non avere un prodotto che devono scattare immediatamente…

Com’è andata?

Tutto bene…siamo andati a comprarlo al nostro Corner della Rinascente.

Hai un ricordo in particolare di un evento, un lancio, un’occasione speciale?

Beh… il lancio di J’adore nel 1999, quell’anno è stato magico in tutti i sensi.

E di una persona speciale conosciuta sul lavoro?

Si, si chiama Simona … Lavoriamo affianco da tantissimi anni, con lei abbiamo pianto e riso. Infondo la vedo di più che mio marito!

Cosa significa per te lavorare per Dior?

Sono arrivata in Dior molto giovane quindi prima di tutto famiglia…poi competitività, orgoglio!

Qual è la parte più dura del tuo lavoro?

…far finta che va sempre tutto bene!

Com’è cambiato il tuo lavoro da quando hai iniziato?

In meglio: la dinamicità con internet ha cambiato tutto.

Pensi cambierà ancora?

Sicuramente tra qualche anno vedremo altre novità.

Internet ha cambiato il modo di comunicare, e anche il nostro modo di lavorare: qual è il tuo parere? Ha cambiato anche il modo di fare pubbliche relazioni? Stringere relazioni?

E si Internet, è stata la svolta per rianimare una comunicazione che si era un po’ spenta, stava diventando ripetitiva (per quanto riguarda il beauty) …di conseguenza è cambiato anche il nostro modo di lavorare. Ora siamo connesse sempre. Facebook e Instagram hanno dato vita a nuovi scenari. La cerchia di persone che conosciamo si è allargata, oltre ai giornalisti, i nostri “classici interlocutori”, si sono aggiunti anche profili di persone diverse che hanno approcciato il mondo beauty con competenze da consumatori finali. Un cambiamento epocale.

Il segreto per relazioni (lavorative) felici?

Essere se stessi…ho un buon carattere (anche se non dovrei dirlo io…) – ndr lo confermo! –

Il tuo prodotto must have?

Bois D’argent!

Cosa consiglieresti a chi vuole fare il tuo lavoro?

Di essere entusiasti e di avere sempre voglia di imparare.

Cosa vuoi fare da grande?

Cucinare! 

Ringrazio ancora Elena per essersi prestata, per avermi ascoltata e per aver risposto con sincerità alle mie domande, piccole curiosità su una professione, su una persona e su un modo di approcciarsi al lavoro e alla vita. Che alla fine, spesso e volentieri diventano una cosa unica nelle nostre frenetiche giornate.

La riflessione di Elena sui cambiamenti del mondo delle pr in seguito all’introduzione di nuovi strumenti nati grazie alla rete è illuminante. Se ci pensate bene, la definizione, in parole semplici, dell’influencer (in questo caso i middle e i micro, ovvero persone con fanbase non quantitativamente esorbitanti ma qualitativamente di grande valore) come di persone che si approcciano ai prodotti con le competenze (e le aspettative) di un consumatore finale, è da libro di marketing. Dovrebbero dirlo nelle Università: oggi ci si rapporta e confronta continuamente, su piattaforme differenti e con un ton of voice molto più vicino alla quotidianità che alla pagina di una rivista patinata o un servizio televisivo. Per questo è fondamentale rivoluzionare il modo di comunicare con questi soggetti, perché loro diventano poi la chiave d’accesso, la prima vetrina di un prodotto o un’iniziativa. A cui si approcciano con lo spirito di chi poi quel prodotto lo utilizzerà davvero nella vita reale e lo consiglierà a parenti e amici.

Senza dimenticare mai, che alla base di tutto, rimane la persona, comprese le simpatie e le possibili antipatie. L’importante è conservare la stima per se stessi e per chi incontriamo sul lavoro. E’ di qui che parte sempre tutto. Come fra me ed Elena. Da un sorriso, la voglia di fare e l’obiettivo di raccontare.

Alla prossima!

Potrebbero interessarti anche...