Nel mito di J’adore: curiosità e novità del profumo icona di Dior

Due modi nuovi di indossare una fragranza entrata nel giro di pochi decenni nell’Olimpo delle fragranze più amate dalle donne: J’adore sa reinventarsi rimanendo fedele a se stesso e ai suoi ideali di sensualità femminile.

Scrivere di un profumo diventato un’icona di bellezza e di una Maison come Dior non è semplice. Gli aggettivi abbondano e le parole di certo non mancano in generale, tuttavia riuscire a cogliere l’essenza di un’essenza diventa quasi paradossale.

Provare a dare corpo, fermezza e rigore come quello delle parole scritte a quanto di più evanescente ci sia è davvero arduo. Per non parlare anche del tentativo di provare a rimanere imparziale nella descrizione della fragranza, pur sapendo che non c’è veramente nulla di più personale del profumo.

Le note che ad alcuni suscitano ricordi piacevoli, ad altri potrebbero trasmettere quasi un senso di fastidio. Tuttavia è vero che esiste un Olimpo delle fragranze, con una classifica veramente corta, in cui poter inserire una serie di fragranze che, seppur non necessariamente le più “buone del mondo”, diventano vere e proprie icone, star, immancabili alleati femminili. Elemento distintivo di una personalità (andiamo, delle persone importanti sicuramente, anche voi ricordate il profumo!), il profumo diventa anche un’icona di moda, simbolo di un tempo specifico.

Eppure come la moda anche le fragranze adesso seguono un “calendario” di uscite molto più fitto, ma i profumi diventati ormai grandi “classici” rimangono sempre lì, in quell’Olimpo fatto di cifre importanti mosse da fette di mercato da dimensioni notevoli.

Che poi, cos’è classico nella profumeria? I fiori? I legni? Gli agrumi? Fragranze più dolci o più speziate?

Difficile anche questo da definire, perché anche i profumi più iconici negli anni hanno sapute reinventarsi. Rimanere riconoscibili e profondamente fedeli a sè stessi, eppure sempre nuovi.

Come nel caso di J’adore, appunto, che nasce nel 1999 da Calice Becker e François Demachy, trasformandosi ben presto in un oggetto del desiderio femminile. Scelto da tantissime donne in cerca di qualcosa di rassicurante e lussuoso al tempo stesso. I fiori e l’oro appunto. Una donna che vuole e che sa farsi desiderare.

Donne e fiori, un binomio atavico, che lo stesso Christian Dior definiva “creazioni divine”, seconde solo alla donna.

Un amore per i fiori il suo, talmente forte da portarlo a cucire dei petali di rosa nei bordi dei sui abiti prima di ogni sfilata, per buon auspicio.

Un amore infinito, che da sempre connette nel mondo Dior i 3 punti cardine della sua essenza: donne, abiti e fiori.

Come dimenticare, del resto, l’abito Miss Dior del 1949, nella versione ridisegnata da Raf Simons indosso a Natalie Portman nello spot Miss Dior nel 2013.

Fiori ed abiti dunque, fiori e donne: la nuova silhouette disegnata da Dior ricorda un otto, il simbolo dell’infinito. Una forma sinuosa e perfetta, che accoglie le curve femminili e ne esalta l’eleganza innata.

E questa forma magica diviene anche la fonte di ispirazione del designer Hervé Van Der Straeten che ne disegnò la bottiglia, che ricorda appunto un’anfora, una clessidra, il corpo di una donna. Questa bottiglietta è stata interpretata magistralmente da Baccarat (la vedete nel pin qui sotto) a celebrare l’incontro sublime fra moda e arte.

Ma la meraviglia di questa fragranza, sta tutta nella sua capacità di trasformarsi e rigenerarsi, senza mai perdersi. Cambiamenti dettati da ciò che ci circonda, da nuove modalità di utilizzo, nuove gestualità di donne sempre più prese dalla quotidianità. Mettere il profumo rimane uno dei nostri gesti preferiti, un momento che segna l’inizio della giornata, o perché no, alla Marilyn, la sua fine.

L’incantesimo di J’adore nasce forse proprio dall’incontro di “petali”. Lo sapete che servono 3000 kg di rose per ottenere 1 kg d’essenza, e circa sei milioni di fiori di gelsomino per ottenere un solo chilo di assoluta? Numeri impressionanti che uniti alle immagini dei luoghi dove questi fiori nascono sotto lo sguardo amorevole di chi se ne occupa per un intero anno, fanno capire quanto sia prezioso questo profumo.

Il Gelsomino di Grasse, grande protagonista, è quello che si chiama “fiore all’occhiello” della Maison, che solo due anni fa ha inaugurato una nuova tenuta a Grasse appunto: La Colle Blanche.

Una storia fatta di campi immensi di fiori, di antiche tradizioni e nuove tecnologie: è così che questa fragranza riesce ancora a sorprenderci con gli ultimi due arrivati: J’adore Roller-Pear e J’adore profumo per capelli

Nella versione roller-pear sia per J’adore Eau de Toilette che, per la prima volta, per J’adore Eau de Parfum, in dimensioni mini, è davvero un compagno da portare sempre e ovunque con sè. Facile da applicare, zero dispersioni, effetto piacere assoluto assicurato. Nella versione “profumo per capelli” potrete scoprire un nuovo modo di lasciare una vostra scia. Con un gesto liberatorio, come se ci vaporizzassimo femminilità su quello che sono per eccellenza il simbolo della femminilità (e lo dice una che ha i capelli super corti!)

Di nuovo c’è che nel cuore di questa composizione iconica si aggiunge l’incontro tra i più bei fiori del mondo: l’esotico ylang-ylang dell’arcipelago delle Comore, la magnolia cinese, la vivace rosa damascena della Turchia, l’inebriante tuberosa dell’India, ma anche il neroli tunisino e, star assoluta del bouquet, un gelsomino intenso proveniente dall’India e da Grasse.

E poi, come si fa a non sentirsi o almeno immaginarsi come la statuaria Charlize Theron che immersa nell’oro pronuncia J’adore?

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