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Riflessioni utili per sopravvivere a un altro compleanno

Fonte foto | Il mio profilo Facebook la foto risale allo scorso anno perchè mentre scrivo questo post non è ancora tempo di festeggiare

Cresco. Maturo. Invecchio. Ditelo un po’ come volete, fatto sta che compio gli anni, di nuovo. “Finchè li festeggi è tutto a posto” diceva mio nonno, aveva ragione.

Eppure questo compleanno ha qualcosa di diverso e non so dire bene cosa.

Non i 18, non i 20 e neppure i 30 mi hanno turbata e forse neppure questo mi turba ma per la prima volta ho la percezione che il tempo stia passando e io forse non lo sto sfruttando come vorrei.

Sono consapevole questo è certo. Consapevole che il fisico sodo senza sforzi ha ceduto un po’ alla forza di gravità, consapevole di aver lasciato spazio a qualche ruga e a qualche capello bianco, consapevole di non essere più capace di bere una bottiglia di Gin prima di uscire. Consapevole che nonostante tutto questo mi sento più bella ora. Mi vesto meglio, mi comporto meglio, sono più capace di dire “si” e “no”, sono più sicura. Ho fatto un lungo percorso interno ed esterno che mi ha portata ad essere quella che sono ora. Niente di perfetto, tutto migliorabile, ma migliore di quello che era, anzi che fu.

Sento un piccolo peso dentro, mi sento divisa in due. Da un lato mi sembra ancora di averli a portata di mano quei 20 anni, mi sento energica, ho voglia di fare ancora tante cose e finalmente sono economicamente indipendente e non ho più nessuno ad aspettarmi sveglio a casa mettendomi l’ansia da rientro. Sento anche però che quei 20 anni sono lontani. Lo sento quando mi guardo allo specchio. Gli ultimi 10 anni passati lontani da casa, a costruire una carriera presto distrutta da quattro incapaci. 10 anni passati a costruire l’indipendenza, a fortificare lo spirito per affrontare mille situazioni. 10 anni a metà fra la domanda: “ah questo significa essere grandi?” e la risposta (sbagliata) “minchia quando è che sono diventata grande”. 10 anni in cui, a volte, mi sono sentita (e sono stata) e mi sento (e sono) infinitamente sola. Eppure 10 anni di nuova vita vissuta, passati nel bene e nel male, che ora sono qui davanti a me.

Compio 37 anni e non so cosa farò domani. Se me lo avessero chiesto 10 anni fa non avrei mai detto che a 37 anni avrei messo su un “blog” con un’amica per non rinunciare a una passione, non avrei mai pensato a me stessa come sono ora.

Penso a quando alle elementari mi chiedevano quanti anni avesse mia madre e io rispondevo “36” e mi sembravano già tantissimi, sorrido invece per alcuni commenti che ora rivolgono a me tipo: “arrivassi io a 37 anni come te!!” (per inciso: questi commenti non sono complimenti sono solo cretini!)

È difficile dire quello che provo, senza lasciar intendere di essere infelice. Non è così affatto. Anzi vorrei aver avuto 37 anni 10 anni fa. È solo questa dannata divisione fra quello che sono stata, quello che sono e quello che forse sarò che mi inquieta. Che mi fa guardare allo specchio o mi fa guardare a me stessa dall’esterno in una serata con le amiche e mi fa pensare “ma ancora così” ma anche “come altro potrei/dovrei/vorrei essere”?


Credo per la prima volta di avere la percezione del futuro non come una cosa che accadrà ma come qualcosa che devo fare accadere in qualche modo e questo mi spaventa. Come qualcosa che, benchè ancora lungo, man mano si accorcia rispetto al passato.

Vorrei a volte essere ancora solo figlia, e non anche “madre” della mia famiglia, vorrei poter stare seduta sul mio letto a guardare “Elisa di Rivombrosa” e farmi accompagnare dai medici perchè ho paura delle visite, o meglio degli esiti MORTALI anche quando ho una semplice influenza. Tutto questo mi manca ma so che non tornerà. Adesso lo so.

Crescere. Maturare. Invecchiare. Forse alla fine è solo questo guardare una foto di anni fa e pensare “mamma mia com’ero più gioooovaneeee”.

Non lo so … né mai lo saprò. Intanto quest’anno festeggio così, tornando a scrivere pensieri. Senza l’ansia del tempo che è passato ma di tutto quello che inevitabilmente passerà.

Tanti auguri a quella che ero, che sono e che sarò, che possiate convivere sempre in un solo corpo e in tanti spiriti.

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